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Milanoize

[RECENSIONE] Il Carico Dei Suoni Sospesi: Non Pratico Vandalismo

 

Autore: Il Carico Dei Suoni Sospesi
Titolo Album: Non Pratico Vandalismo
Autoprodotto

Secondo lavoro di Il Carico Dei Suoni Sospesi, gruppo fiorentino formatosi nel 2008, con già all’attivo un disco autoprodotto:“Condizione Alienata”.

 

Se il titolo del primo non lasciava dubbio su quale fosse il filo conduttore delle loro canzoni, “Non pratico vandalismo” ha invece un significato a primo impatto meno esplicito e diretto.

E’ un disco difficile da inquadrare.

Ciò che salta subito all’orecchio è l’ampia commistione di generi che pervade tutte e 18 le tracce: la sonorità della band è sicuramente di matrice rock, ma continuamente contaminata da elementi che spaziano dall’elettronica, al funk, al grunge, alla new wave e chi più ne ha più ne metta.

Le influenze sono tante e si sentono tanto.

Il vero collante è la cantante Sara Matteini che, con una vocalità disinibita e uno stile che a tratti si avvicina più al recitato che al cantato, ci guida attraverso un percorso composto da cambi di tempo e di genere che probabilmente senza lei risulterebbero troppo inaspettati, eccessivi o comunque poco digeribili.

La presenza di numerose citazioni di libri (“L’ozio come stile di vita” di T. Hodgkinson) e di film (Fight Club, Trainspotting) contribuisce ad arricchire quel clima di protesta verso le contraddizioni della società odierna, che vengono raccontate dall’intimo punto di vista dell’essere umano, in eterno scontro con ciò che lo circonda: il “Mondo Reale”, tema centrale di tutto il disco.Tra le canzoni più interessanti è giusto citare “Pensieri Tossici & Fiori di Bach”, traccia che ben riassume le principali caratteristiche di questa produzione.

 
Un elogio va sicuramente al bassista Sacha Mecocci che, con i suoi giri e fraseggi dal gusto funk, contribuisce a personalizzare e caratterizzare l’identità sonora della band, che rimane comunque non ben definita.

Il progetto è interessante e sembra avere un grande margine di crescita artistica, ma la tendenza a mescolare una gamma così ampia di generi (con frequenti cambi ritmici, spesso di dubbio gusto) è l’arma a doppio taglio che rischia di distogliere dal messaggio trasmesso nei pezzi.
Sono passati ormai 66 minuti dall’inizio ipnotico di “Intro” quando le ultimissime note di “Outro”sfumano nel silenzio ...di “Non pratico vandalismo” cosa ci resta?
La sensazione che ci sia bisogno di mettere ordine, fare un lavoro di sintesi volto a trasformare questo insieme di stili in uno stile unico ed identificabile, una sonorità “propria”.
Un disco che può piacere o non piacere, ma non lascia indignati e non entusiasma.
Il Carico dei Suoni Sospesi non pratica vandalismo, ma è un gruppo sicuramente da tenere d’occhio nell’attesa che inizi a farlo.

 ∆ A cura di Fabio Pellegrini  ∆

Articolo originale: pagina1 pagina2

IlCaricodeiSuoniSospesi.It