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La Scia

IL PASSATO E' LA SCIA DELLA NOSTRA VITA
E' COME QUELLA DI UNA BARCA...
NIENTE PIU' DI UN SOLCO CHE RESTA ALLE NOSTRE SPALLE!
NON E' LA SCIA A GUIDARE LA BARCA...
E NELLO STESSO MODO NON PUO' IL PASSATO INFLUENZARE
LA VOSTRA VITA OGGI...NE'...CONDIZIONARLA...

NON UTILIZZATE CIO' CHE RIMANE NELLA SCIA...
O LE PERSONE INADEGUATE CHE AVETE INCONTRATO IN PASSATO
COME SCUSA PER CONVINCERVI DI NON RIUSCIRE AD ATTIRARLE GIUSTE OGGI...
E' SOLO PASSATO...NIENTE PIU' DI UN SOLCO ALLE SPALLE....

LIBERATEVI DAGLI STRASCICHI DEL PASSATO...
CHE VI MANTENGONO ANCORATI A CIO' CHE E' SEMPRE STATO
SIATE CIO' CHE NON SIETE MAI STATI
...CIO' CHE INTENDETE DIVENTARE...
VOI POTETE ESSERE ALTRO...
STARETE MEGLIO...
BASTA VOLERLO.....

IL PASSATO E' PASSATO...
UTILISSIMO,A VOLTE DIFFICILE,A TRATTI DURO DA SUPERARE..
MA E' PASSATO....
IL PRESENTE E' SPAZZIANTE SPAVENTOSO...
MA CI RENDE LIBERI DI ESSER CIO' CHE SIAMO....
DIMENTICHIAMO CIO' CHE E' STATO.....
DIMENTICHIAMO CIO' CHE E' STATO.......

NON UTILIZZATE CIO' CHE RIMANE NELLA SCIA....
NON UTILIZZATE CIO' CHE RIMANE NELLA SCIA....
NON UTILIZZATE CIO' CHE RIMANE NELLA SCIAAAAAAAAAAA....

E' SOLO PASSATO...NIENTE PIU DI UN SOLCO ALLE SPALLE......
E' SOLO PASSATO...NIENTE PIU' DI UN SOLCO ALLE SPALLE...

NON UTILIZZATE CIO' CHE RIMANE NELLA SCIA....
NON UTILIZZATE CIO' CHE RIMANE NELLA SCIA!!!!

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La Scia è il primo pezzo nato dopo l'uscita di Condizione Alienata, il primo pezzo creato in assenza totale del DJ Rekombinant. L'intento è stato subito quello di testare la nuova formazione a quattro, priva di elettronica, e vedere se era in grado di reggere la situazione musicale. Questo pezzo ha fatto chiarezza al riguardo.
È un pezzo rock con diverse situazioni e cambi, vario, trascinante e potente, specie sul finale.

L'introduzione al pezzo mette in mostra una batteria ostinata ed un giro di basso suonato in slap quasi psichedelico; un appuntito riff di chitarra che ricorda il funk, richiama immediatamente la sonorità tipica del Carico, con dissonanze e distorsioni graffianti.

La strofa, movimentata, si appoggia su di un tappeto di synth che valorizzano la linea melodica della voce.
Il ritornello cambia beat: la chitarra si fa più grintosa, la batteria scandisce bene gli accenti seguendo quelli della voce che sfrutta un vocoder. Il ritmo è anomalo e spiazzante rispetto alla prima parte.
A differenza della struttura classica di canzone rock, questa strofa e questo ritornello non verranno più suonati, come a voler spiazzare l'ascoltatore che rimarrà sempre in attesa del loro ritorno.

Il bridge ci porta infatti da un'altra parte: il basso guida la melodia mentre una batteria che sembra suonare da una vecchia radio, tiene il tempo. La chitarra esegue un arpeggio cristallino che enfatizza la linea melodica della voce. Il tutto arricchito dal tappeto di synth.

Il basso e la batteria improvvisamente scandiscono il tempo in modo massiccio, secco e duro, mentre la chitarra suona un riff dissonante che, insieme alla voce, introduce l' esplosione finale. Il suono generale diventa sporco, rabbioso senza nascondere l'evidente indole rock.

Il testo in parte è tratto da alcune frasi di Dyer.

Quando lessi il paragone tra una barca che la scia lascia alle sue spalle, e la nostra vita che sarebbe più sana se lasciassimo il nostro passato alle spalle, mi illuminai!
La scia non influenza la barca nel suo proseguire la propria direzione, piuttosto essa è il frutto del cambio di direzione, e così dovrebbe essere il passato...

Non dovremmo mai permettere al passato di dominare e condizionare le nostre scelte per il presente. Gli errori servono, sempre; servono per cambiare direzione ed avere più coraggio nel guardare altrove, non devono mai condizionarci e farci rinchiudere nel guscio della paura di tentare!

Se siamo ancora vivi..è perchè dobbiamo vivere....tentare...provare....vivere ancora...
non sopravvivere rinchiusi nella paura sprecando anni della nostra vita!
Se le cose sono andate male in passato è perché dovevamo da quelle, imparare qualcosa e probabilmente osservare quanto certe cose fossero sbagliate per la nostra vita.

Sono certa che le cose adatte alla nostra natura non possono farci male... se facciamo qualcosa che è profondamente parte del nostro essere niente di orrendo può capitarci... ed il peggio lo sapremo sempre gestire! Le cose brutte capitano per capire chi siamo, per smontare tutte le sovrastrutture che la società e certe convinzioni culturali ci costruiscono addosso!

Così La Scia è un inno alla libertà di se stessi nei confronti della nostra vita passata, è l'ennesimo invito a non farci condizionare: questa volta non farci condizionare dal passato, dalle vecchie esperienze negative, è un invito ad avere il coraggio di credere che il negativo del passato era necessario per capire profondamente quale sia la nostra vera indole, per conoscerci e facilitare le nostre scelte, per liberare il libera arbitrio.

Le brutte esperienze non necessariamente devono ripetersi se noi per primi facciamo scelte coraggiose e differenti. Se le situazioni si ripetono è perché facciamo noi gli stessi errori di approccio, e questo vuol dire continuare ad essere condizionati.
Cambiare, tentare, non avere mai paura; questo significa la chiusura del disco: è l'ennesimo invito a liberarsi da se stessi, dalle proprie paure e dalle proprie ossessioni devianti.

Non utilizzate ciò che rimane nella scia!

IlCaricodeiSuoniSospesi.It