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Re-nata

Ricorda me...
qualsiasi cosa accada...ricorda me!
L'eco dell'universo risuona oggi nella mia anima...
La morte,l'assenza,la presenza rimbombano in me...
La solitudine,il disagio,l'amore incondizionato,
il coraggio da leoni di un padre solo...

     L'esser bambina...
     disegnare,leggere e scrivere...
     le montagne di quaderni e i chilometri di inchiostro...
     L'eco delle voci nella testa...

Le lettere e i sentimenti...
il tempo che passa,la memoria,la musica e la voce...
La parola scritta,la lettura,
la confusione,il caos,
l'inespresso,il non detto...
le difficoltà d'espressione,
l'incapacità di dialogo...
i silenzi e i ricordi...
l'assenza...

     I vuoti tanto pieni...da piangere,
     l'abbandono...l'arte....
     La recitazione,i potenziali...
     L'urlo sordo che non riesce ad uscire....

Il disordine,le case,
i traslochi e le valigie...
i letti differenti...
l'amore,l'affetto,l'estasi,
la consapevolezza....
di rinascere a 35 anni perchè lei a 35 anni è morta...
Mi libero di lei,della sua assenza invadente...
e del confronto col dovere...
A 35 anni padrona della vita..

Qualunque cosa farò sarà inutile....
ma è veramente importante che io la faccia...
Qualunque cosa farò sarà inutile....
ma è veramente importante che io la faccia...

-

Renata è un pezzo molto intimo dai toni morbidi e malinconici, che Sara ha dedicato a sua madre, ed in un certo senso anche a suo padre. Parla della vita di lei, della sua infanzia. In merito a questo pezzo, non le va di entrare molto nello specifico.
Anche in questo brano è presente il tema della presa di coscienza, la scelta di libertà:

Mi libero di lei, della sua assenza invadente
E del confronto col dovere

Quando qualcuno di importante scompare dalle nostre vite, spesso il riflesso psicologico personale è quello di dover fare le veci di colui o colei che viene a mancare. Diventare padroni della propria vita significa prendere atto che l'assenza rimarrà tale per sempre, ma che anche per noi c'è la possibilità di vivere una vita propria senza necessariamente coprire ruoli altrui.

Io sono felice di ogni cosa mi sia accaduta nella vita. Le perdite, se elaborate con saggezza e amore intorno, possono diventare un grande tesoro nel nostro modo di approcciarci alle cose. Procurano vuoti incolmabili ma danno il senso della misura, e facilitano la capacità di distinguere le cose veramente importanti da quelle non importanti!
Qualsiasi cosa mi accadrà, so che potrò vivere e tutto quello che vivrò sarà un regalo continuo della vita!

Siamo noi che scegliamo chi essere, cosa essere, tutto ciò che ci accade serve solo per farci aprire gli occhi ed essere sempre migliori.

Musicalmente il pezzo nasce in sala prove da un giro di chitarra clean di Massimo, ritmato dal delay, al quale si affianca una linea di basso cantabile che va a sostenere un cantato delicato a momenti parlato che esprime appieno l' emozione di cui è pregna la canzone.

L'intento iniziale del pezzo era avere una canzone lenta, simile a quelle dei Mogwai o dei Sigur Ròs, con delle articolazioni un po' più elaborate rispetto al solito. E questo sembrò il sottofondo perfetto a Sara per liberare la sua Re-Nata. Testo appuntato estemporaneamente sulla pagina finale del libro dei sogni accanto al suo letto.
Sacha ha poi inserito una linea di basso che riempie i vuoti della semplicità della chitarra. In questo pezzo, contrariamente a molti altri del Carico, sono state evitate il più possibile le dissonanze tra basso e chitarra, ed è stato creato quindi nella maniera più canonica.

Il ritornello si apre con suoni più aperti, spinto e sorretto da fill di batteria che sottolineano la melodia della voce. La parte centrale del pezzo vede il contributo di un violoncello ad impreziosire il lavoro di chitarra e basso che si incastrano con i rispettivi arpeggi fino ad arrivare all'ultimo ritornello che esplode in un perfetto connubio di suoni che accompagna a dovere una voce carica di emozione, toccante e tangibile.
In fase di registrazione è stata inserita, oltre al violoncello, una chitarra acustica suonata da Sacha, che affianca la chitarra elettrica di Massimo e sostegno della linea vocale di Sara.

Con questo pezzo il gruppo è riuscito a raggiungere una pienezza di suono che non aveva mai visto prima, un finale se vogliamo molto tipico per un certo genere di pezzi: l'esplosione finale e gloriosa di un pezzo lento; anche se tipico, dà sempre qualche brivido a chi lo ascolta!

La magia del Carico è questa: nasce tutto da sé ed è come se fosse sempre stato così! La libertà che donano le emozioni è qualcosa che ci fa sentire vivi! Ricordate sempre chi siete!

IlCaricodeiSuoniSospesi.It