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Creative Commons, libertà nei diritti d'autore

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Tutto è partito da un cd, Condizione Alienata, il cui titolo la dice già lunga sulle idee del gruppo, i fiorentini Carico Dei Suoni Sospesi. Ma ad avermi colpito non è il cd di per sé, ma ad aver attirato la mia attenzione è qualcosa che non torna nel codice a barre, ossia due piccole mani chiuse a pugno come ad afferrare le sbarre di un'immaginaria prigione.

Poco più sopra ecco la dicitura "Licensed under a Creative Commons Attribuzione Non Commerciale - Non Opere derivate". Allora la gabbia è l'arma a doppio taglio della tutela dei diritti d'autore? Ma cosa sono i Creative Commons?

Per capirlo facciamo un passo indietro e vediamo i capire cos'è la SIAE. La Società Italiana degli Autori ed Editori è un ente pubblico economico a base associativa, i cui compiti principali sono la protezione e l'esercizio dei diritti d'autore. In particolare la SIAE, come prescritto dagli articoli 180-183 della legge sul diritto d'autore, funge da ente intermediario tra il pubblico e i detentori dei diritti, concedendo licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere; percependo i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni stesse, ed in fine ripartendo i proventi tra gli aventi diritto.

Negli ultimi anni però alcune innovazioni tecnologiche (leggi internet) hanno aperto nuove e inaspettate vie di diffusione, più o meno legali, e più o meno gestibili, che hanno messo in crisi, o in molti casi aggirato, le imposizioni di legge in materia.

A supporto degli artisti che hanno deciso di non rispecchiarsi nel sistema di tutela dei diritti d'autore "ufficiale" è arrivata nel 2002 un'organizzazione non profit con sede a San Francisco, la Creative Commons per l'appunto. 

Il logo CC introduce un nuovo concetto, quello di Some Rights Reserved, a metà strada tra il classico All Right Reserved e il pubblico dominio di No Right Reserved: insomma è l'autore di un'opera a decidere quali diritti riservarsi e quali concedere liberamente.

In Italia è stato l'Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell'Informazione e delle Telecomunicazioni ad offrire la propria collaborazione a International Commons per realizzare una versione italiana delle licenze CC. 

Queste licenze si basano su due libertà fondamentali, ben distinte, cioè quella di copiare, distribuire o trasmettere l'opera (to share) e quella di riadattare l'opera (to mixer).

Ci sono poi quattro condizioni di utilizzo dell'opera da rispettare: attribuzione (BY), non commerciale (NC), non opere derivate (ND), condividi allo stesso modo (SA). Queste condizioni mescolate tra loro danno vita a otto differenti licenze. La prima non si può considerare un licenza in senso stretto poiché semplicemente implica la rinuncia ai diritti d'autore, e l'ultima, l'ottava, risulta contraddittoria e inapplicabile. Ma le sei restati sono licenze utilizzabili come alternativa alla gestione collettiva della SIAE e permettono di distribuire, modificare, creare opere derivate dall'originale, a seconda della combinazione, anche per fini commerciali.

Curiosi? Allora provate subito a vedere qual è la licenza che fa per voi rispondendo a alcune semplici domande su http://creativecommons.org/choose/!

di Francesca Ferrari

 

(14:35 - 18 mag 2011)

 

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